Dal 18 al 27 dicembre, gli spazi di Palazzo D’Amico, a Milazzo, ospiteranno Vedere umano, la nuova mostra di Voirhumain – pseudonimo dell’artista siciliana Giada Ilacqua – a cura di Massimo Scaringella, figura di riferimento nel panorama internazionale della curatela d’arte contemporanea.
La mostra raccoglie una serie di opere che incarnano la cifra stilistica di Voirhumain: un’essenzialità visiva immediata, che può apparire caotica a un primo sguardo, ma che in realtà è sorretta da una struttura rigorosa e da un linguaggio carico di ironia e colore. L’artista invita il pubblico a riflettere sul valore dell’essere umano in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale permea ogni ambito della vita quotidiana, richiamando l’esigenza di una rinnovata consapevolezza e autenticità.
Voirhumain (Giada Ilacqua) Artista siciliana nel 1997 artista multimediale, vive a Roma e lavora tra motion graphics e arti visive. Ha frequentato, contestualmente agli studi liceali, il Conservatorio A. Corelli di Messina. Nel 2021, ha conseguito la laurea in Nuove tecnologie dell’arte presso lo IED di Roma, città in cui oggi vive e lavora, occupandosi di motion graphics, arti visive e decorative. Nel 2024 ha realizzato un tappeto su commissione del rapper americano A$AP Rocky. Attualmente, la sua attività artistica si concentra sul tema della ricerca umana e di umanità nello scarabocchio. Dopo la pubblicazione della sua opera Krun nel magazine d’arte Panta Rei, ha inaugurato a febbraio 2025 la sua prima mostra personale, Voirhumain / Anything endowed with human elements (albeit misplaced)becomes human in our eyes, presso la storica sede del Lavatoio Contumaciale di Roma. Ad agosto 2025 ha partecipato alla IX edizione del Mish Mash Festival con la mostra personale Dentro l’oltre, presso il Castello di Milazzo.
Le sue linee, nate dalla spontaneità dello scarabocchio, diventano strumenti di scomposizione e ricomposizione dell’identità. In continuità con il filone che caratterizza la sua produzione, Voirhumain parte da un principio semplice e potente: “qualunque cosa dotata di parti umane, seppur scomposta, diventa umana ai nostri occhi”. Da qui prende forma una poetica che restituisce centralità al sentire umano, all’umanesimo come fondamento imprescindibile del valore sociale e relazionale.
Oltre ai lavori su tela, l’esposizione include una singolare opera interattiva, realizzata con una tecnica mista pittorica e tessile: un lavoro che può essere toccato, scomposto e ricomposto dal visitatore. Un invito a partecipare, a diventare parte attiva del processo artistico e della ricerca di significati.
Vedere umano si presenta dunque come una tappa fondamentale nel percorso di un’artista che, attraverso segni essenziali e visioni colorate, sta costruendo un linguaggio capace di interrogare e, al tempo stesso, restituire fiducia nel ruolo dell’uomo nel mondo contemporaneo.

