Concluse oggi con successo le operazioni legate al “bomba day” a Milazzo. L’ordigno bellico, già trasferito in una cava, e fatto esplodere in sicurezza intorno alle ore 13.00
Volontari , addertti dalle prime luci dell’alba somo stati impegnati nelle operazioni di assistenza alla popolazione per il disinnesco dell’ordigno bellico rinvenuto a Milazzo.
La bonifica è stata effettuata domenica 4 gennaio 2026 dai militari del quarto reggimento genio guastatori di Palermo.
Un grosso ordigno d’aereo di circa 115 chili (250 libbre), rinvenuto durante le operazioni di scavo per la realizzazione di un fabbricato a Milazzo, è stato fatto brillare dall’Esercito in una cava tra Santa Lucia del Mela e Meri
In coordinamento con Comune, DRPC Sicilia, Forze dell’Ordine e tutte le strutture coinvolte, i volontari hanno garantito supporto nelle fasi di evacuazione, accoglienza e gestione delle persone nelle aree di attesa predisposte, accompagnando la cittadinanza in una giornata complessa ma affrontata con grande senso di responsabilità collettiva.
Dalle 11.30 è iniziato gradualmente il rientro nelle abitazioni delle circa 1.500 persone che erano state allontanate dalla cosiddetta “zona rossa”. La bomba era stata rinvenuta circa un mese fa in via San Paolino - Determinante il lavoro congiunto di forze dell’ordine, autorità istituzionali e associazioni di volontariato, che ha permesso di gestire l’intervento garantendo i più elevati standard di sicurezza per la popolazione. Un ruolo fondamentale è stato svolto anche dai cittadini, chiamati a collaborare attivamente rispettando le disposizioni previste durante l’evacuazione.
Tra le indicazioni fornite figuravano l’obbligo di lasciare le abitazioni con porte interne e finestre aperte, serrande abbassate, oltre alla chiusura delle utenze di gas e acqua. È stato inoltre richiesto di liberare completamente le strade interessate dall’operazione: per agevolare questa fase, è stata consentita la sosta gratuita negli stalli blu per l’intera durata dell’intervento. Sono circa 250 le persone ospitate nei due centri di accoglienza, alcune delle quali si sono già trasferite presso il Palazzetto dello sport , Parrocchie e Parco Corolla. Complessivamente, circa 230 operatori tra volontari e forze dell’ordine sono stati impegnati nelle varie fasi delle operazioni.
L’ordigno è stato fatto esplodere in sicurezza in un cava intorno alle ore 12:51
Intanto in queste ore impazza sui social l’esclusivo video di un attacco aereo su Milazzo avvenuto il 27 luglio 1943, durante la seconda guerra mondiale. A diffonderlo il profilo Facebook del Museo Ryolo. Si tratta di un bombardiere Martin 187 Baltimora che fa parte di uno squadrone della Raf (Royal Air Force, attuale aeronautica militare del Regno Unito) la quale aveva come obiettivo le banchine e sulla ferrovia. Le riprese sono filmate dalle telecamere di bordo.
Durante la seconda guerra mondiale, Milazzo subì massicci e cruenti bombardamenti; numerosi edifici furono rasi al suolo. Nel luglio 1943, quando l’invasione attuata con lo sbarco in Sicilia era in pieno svolgimento, il porto di Milazzo venne potenziato nelle sue difese quale importante centro marittimo, ferroviario e militare
L'ordigno rinvenuto sembrerebbe unj MC 250 lb (UK): la versione britannica ("Medium Capacity"), con una carica esplosiva simile ai
Modelli comuniAN-M57 (USA), modello statunitense più diffuso. Contiene circa 56 kg di esplosivo (solitamente Tritolo o Composition B).


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