Una buona notizia, in questi mesi che tremiamo ad alzarci la mattina: le stragi di Gaza, i bombardamenti di Kiev, l’orrore dei ragazzi bruciati a Crans-Montana. Il bullismo globale di Donald Trump. E le nostre polemiche quotidiane, meschine. E gli attacchi ai giornalisti, una mattina ci siamo svegliati anche con la bomba sotto casa di Sigfrido Ranucci. Alberto Trentini libero, finalmente.
A chi dire grazie? Pochi istanti dopo la notizia ufficiale Γ¨ partita l’auto-gratificazione governativa. I governi lavorano, ci mancherebbe, sono lΓ¬ per questo la presidente del Consiglio e i ministri, per questo sono pagati dalla collettivitΓ .
Γ naturale ringraziare, come ha fatto Trentini appena liberato, come fa ogni cittadino rispettoso delle istituzioni, ma aggiungere che hanno compiuto il loro dovere, per cui hanno giurato fedeltΓ sulla Costituzione repubblicana.
Non ci sono solo i governi, con il loro potere e spesso la loro inazione, incapacitΓ o mancanza di volontΓ di agire. Ci sono anche gli italiani e le italiane sconosciute che accanto alle associazioni e a un pugno di giornali, in questi mesi, hanno manifestato per la liberazione del cooperante, non hanno mai smesso di contare i giorni, non lo hanno mai dimenticato, non lo hanno mai abbandonato, anche quando i responsabili sembravano farlo.
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