Carnevale storico Luciese: dall’8, il 15 e il 17 febbraio 2026.: una storia lunga oltre quattro secoli
Carnevale storico Luciese: dall’8, il 15 e il 17 febbraio 2026.: una storia lunga oltre quattro secoli
Il Carnevale 2026 Γ¨ alle porte e a Santa Lucia del Mela, ridente comune che si erge sulla catena montuosa dei monti peloritani, si sta lavorando per questo evento, che precede il tempo liturgico della Quaresima, che negli ultimi anno ha radunato migliaia di persone provenienti da tutta la Sicilia.
Il Carnevale Luciese Γ¨ inserito nel “Registro EreditΓ Immateriali di Sicilia” e si divide in due parti: la sfilata dei “I lapi i cannaluari”, che quest’anno saranno otto con oltre 1000 persone impegnate, e la parte storica, con radici risalenti al 1585, che rievoca “U Catalettu”, una rappresentazione teatrale del funerale, simbolico, del Carnevale che segna la fine dei festeggiamenti.
E nella parte storica c’Γ¨ il grande ritorno, dopo 10 anni, del “Processo a Cannaluari” che anticiperΓ la morte, il corteo funebre, la veglia e il rogo. Saranno piΓΉ di cento le persone coinvolte in questo momento che inizierΓ martedΓ¬ 17 febbraio alle ore 19:30 in Piazza Milite Ignoto, dopo un pomeriggio dedicato alla sfilata e alle esibizioni dei gruppi che hanno allestisto “I lapi i cannaluari”.
Il termine Carnevale (da carnem levare, “toglier la carne”, riferito in origine al primo giorno di Quaresima) corrispondeva anticamente al periodo di tempo festivo tra il Natale e la Quaresima. Dovrebbe iniziare dal giorno di Santo Stefano ma in pratica lo si fa cominciare il 17 gennaio (giorno di Sant’Antonio Abate) oppure da quello che segue alla Purificazione di Maria Santissima (o Candelora o Presentazione di GesΓΉ al Tempio; 2 febbraio). Spesso la festa si limita agli ultimi tre giorni, o addirittura al “martedΓ¬ grasso” [Raffaele Corso, Carnevale, 1931].
In generale, il Carnevale porta con sΓ© l’ereditΓ culturale dei Saturnali romani ma se ne discosta per i caratteri purificatori attribuiti al mese in cui esso veniva solitamente celebrato, ovvero febbraio (dal latino februare, “purificare”). Nel periodo Medievale e nel Rinascimento, il Carnevale subΓ¬ notevoli trasformazioni, diventando sempre meno lussurioso. Il Carnevale, da un lato, rappresenta in modo simbolico il Capodanno, dove si celebra la morte dell’anno vecchio (la fine dell’inverno) e l’inizio dell’anno nuovo (primavera), dall’altro invece un modo per esorcizzare la morte attraverso il riso e lo sberleffo [Giuseppe Donatacci, Ricerca etnografica in Capitanata: il Carnevale, 2012].
La regia della parte storica Γ¨ curata dalla consolidata associazione teatrale “Il piccolo teatro”, diretto da Ercole Campanella, in collaborazione con l’associazione “Antiche torri”, presieduta dall’infaticabile Antonella Alibrando, reduce dalla 39Βͺ edizione del tradizionale corteo “Viva la Befana” a Roma, evento che promuove la fratellanza tra i popoli e che quest’anno ha avuto come regione capofila la Sicilia, e da tante volontarie che stanno curando il “laboratorio creativo”, coordinate da Donatella, Mary, Silvia e Antonella, che stanno realizzando glii elementi decorativi per il Carnevale.
Tra i personaggi caratteristici del “Carnevale storico luciese” ci saranno oltre a Cannaluari con la sua famiglia, i giudici. i notai, i giurati, le prefiche, i babbaluci, la funeral band, le cianci mortu e tanti altri personaggi.
Tra le novitΓ c’Γ¨ il concorso indetto per la realizzazione del logo ufficiale del “Carnevale storico luciese”, cinque gli artisti in gara che saranno giudicati da una giuria di esperti che stabilirΓ il primo logo ufficiale di questo importante evento siciliano.
notizie fonte blog luciese
