"LE RAGIONI PER VOTARE NO " - incontro pubblico , sabato 14 febbraio 2026. ore 9:00 Palazzo D'Amico Milazzo
Referendum sulla giustizia, il Comitato per il no prende posizione:
Le ragioni per opporsi alla riforma
Importante incontro , Sabato 14 febbraio 2026. ore 9:00 a Palazzo D'Amico Milazzo , per sostenere il voto contrario alla cosiddetta separazione delle carriere.
Su iniziativa di Pippo Ruggeri . presidente di Lega per l'ambiente , l'iniziativa di Milazzo, accoglierΓ i rappresntanti dei seguenti Comitati : ", Comitato Avvocati per il No", "SocietΓ per il No nel referendun costituzionale" e "Giusto dire No" - insieme , per sottolineare le dieci buone ragioni per dire no.
Legambiente - orgnizzazione che aderisce a livello nazionale al Comitato "Giusto dire No" - chiarisce che anche nel proprio ambito, Lega Ambiente,
Associazione impegnata nella difesa dell'ambiente, dello sviluppo sostenibile, dell' ecosviluppo e della cultura non omologata. si stiamo muovendo in vista di un referendum.
Votare NO per difendere giustizia, costituzione, democrazia': Γ¨ lo slogan scelto dal Comitato "SocietΓ civile per il NO" al referendum costituzionale, che Γ¨ impegnato sulla campagna referendaria relativa ai temi della giustizia.
"In un comunicato si legge - "Siamo da sempre impegnati per affermare principi di legalitΓ , di rispetto dell’ambiente, dei diritti umani e sociali. E sappiamo per esperienza quanto sia faticoso affermarli contrastando quei crimini contro l’ambiente purtroppo sempre piΓΉ diffusi, in Italia e non solo. Abbiamo chiesto e ottenuto riforme di civiltΓ , come l’introduzione nel 2015 dei delitti contro l’ambiente nel Codice penale. E siamo soddisfatti della legge che da ottobre ha trasformato in delitti, con sanzioni adeguate, reati gravi come l’abbandono di rifiuti pericolosi e le spedizioni illegali.
Queste riforme devono essere affiancate ora da altri interventi legislativi, come il recepimento della direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente, ma soprattutto dal rafforzamento degli organici della magistratura, dal potenziamento delle attivitΓ di controllo svolte dalle forze dell’ordine e dalle Arpa.
Temi purtroppo distanti dalle prioritΓ della politica, quando interessano invece il cuore di una vera giustizia, rapida, efficace, orientata alla tutela di diritti fondamentali, come quelli dell’ambiente in cui viviamo e della nostra salute. Nulla cambierΓ , da questo punto di vista, se la riforma su cui siamo chiamati ad esprimerci con il nostro voto dovesse essere approvata.
Nei prossimi mesi, si svolgerΓ il referendum sulla legge costituzionale “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. Le modifiche previste riguardano la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, giΓ oggi sostanzialmente favorita dalla cosiddetta riforma Cartabia.
Secondo i comitati per il NO! - la proposta del governo come una “riforma della giustizia”, in realtΓ non garantirΓ una maggiore tutela dei diritti affermati dalla Costituzione e non risolverΓ i problemi piΓΉ urgenti come i tempi dei processi, le carenze di personale, gli scarsi investimenti tecnologici.
Infine il No! " Siamo di fronte ad un pericoloso tentativo di indebolimento dell'autonomia e dell'indipendenza del potere giudiziario e che chiaramente riguarda pure il Csm, che perderebbe la sua unitarietΓ . Penso che il sorteggio casuale dei componenti laici e togati del Csm sia la cosa piΓΉ grave della riforma. Crediamo - aggiungono - che si stia cercando di arrivare al depotenziamento del potere giudiziario di fronte a quello politico".
L'allarme giunge anche dall'avvocatura: “Credo sia importante soffermarsi sulle parole, utilizzate spesso in modo pesante e poco prudente quanto in realtΓ sono importanti. Questa riforma interrompe anche il vero significato dei termini a cui si fa riferimento in Costituzione guardando alla magistratura. Per esempio, la funzione dei magistrati che diventa una carriera Γ¨ un'odiosa strumentalizzazione e non si puΓ² scrivere sulla Carta costituzionale”.
“Bisogna anche chiedersi - continua - se il pregiudizio all'indipendenza dei magistrati non incida pure sull'indipendenza degli avvocati. Una riforma del genere potrebbe determinare il rischio della perdita dei diritti di difesa e di azione ma anche quello di perdere il principio della non colpevolezza.
