Conclusa con successo , la prima edizione del Festival del Cioccolato il "cibo degli dèi e degli uomini"
Cala il sipario, della tre giorni di eventi, CioccolaMi, sprima edizione milazzese del Festival del Cioccolato.
Ultimo momento all’ex ritrovo Diana, location che ha ospitato le gare e gli show cooking, è stato la premiazione dei concorrenti delle due categorie del concorso Stupor Mundi, studenti e professionisti.
A conquistare il primo premio della categoria juniores è stata Valeria Ruzzo dell’Istituto messinese Antonello da Messina che ha superato di ben 25 punti gli altri pretendenti con il suo “Mandanut”. Al secondo posto Lorenzo Nici dell’istituto Merendino di Brolo e terza Nadia Fazio sempre dello stesso istituto.
La manifestazione ha preso il via venerdì 6 febbraio e si è svolta anche nell’Atrio del Carmine dove sono state allestite le degustazioni.
Molto seguiti anche gli Show Cooking. Ad attirare l’attenzione è stata l’esibizione del campione Nicolas Vella, giovane promessa della pasticceria italiana che ha realizzato una scultura di cioccolato che raffigurava lo Scarabeo di Milazzo e la preparazione del Tiramisù Mondiale dei maestri campioni del mondo Milena Russo e Filippo Nici. Protagonista della manifestazione anche Fabio Albanesi, pluricampione di panificazione che a Milazzo ha portato la sua Pinsa Romana al Cioccolato nell’area degustazioni.
La prima edizione di CioccolaMi è stata organizzata dalla Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria e Cioccolateria, motore dell’iniziativa la milazzese Titti Scolaro con il patrocinio del Comune di Milazzo.
Soddisfazoione per Titty Scolaro – che ha dichiarato - "è stato il flusso di gente che ha preso parte alla manifestazione. Apprezzate in modo particolare sono state le esibizioni dei grandi campioni del mondo del cioccolato ma anche le gare. E’ stata realmente un’iniziativa a misura di famiglie dove hanno trovato spazio sia i grandi che i più piccoli.
Per quanto riguarda la categoria dei professionisti al primo posto si è classificato Santo Mancuso al secondo Michele Cuciniello e al terzo Ilenia La Monica.
Il premio A Furor di Popolo, quello della giuria popolare, è andato alla studentessa del Guttuso di Milazzo Chiara Giacobbe, mentre il Premio per le prelibatezze del territorio a Maria Rosa Furnari.
Sia studenti che professionisti sono stati giudicati da una giuria composta da Matteo Cutolo, Ciro Chiummo, rispettivamente presidente e vice presidente della Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria e Cioccolateria e poi Fabio Albanesi, Giuseppe Arena, Nicolas Vella, Soccorso Colosi, Giuseppe Arena e Filippo Lembo.
Apprezzata infine a palazzo d’Amico la mostra “Cookie Canvas” l’arte del cooking design che incontra i grandi pittori della curatrice Filomena Tavano.
Il cibo, nelle sue varie declinazioni, è certamente uno degli ambiti privilegiati in cui si manifestano con maggiore evidenza i processi di ominazione, attraverso il passaggio dalla natura alla cultura e la trasformazione delle materie prime in prodotti storicamente determinati.
l cioccolato, quel quadratino dolce e appagante che di tanto in tanto ci concediamo durante la giornata viene spesso associato ad un vizio poco salutare, soprattutto per la linea. In realtà, sin dagli albori il cacao ha rappresentato un ingrediente simbolo di saggezza ed energia, comunemente utilizzato durante i riti più sacri. Non a caso, nel 1753 il naturalista svedese Carl von Linné che per primo ne studiò la pianta, lo definì “Theobroma”, parola latina che sta per “cibo degli dei”.
La produzione, la preparazione e il consumo degli alimenti non sono fenomeni collocabili all’interno di un orizzonte naturale, ma al contrario assumono una specifica valenza culturale che, distribuendosi con specifiche peculiarità in tempi e luoghi diversi, in rapporto a occorrenze e a scadenze particolari della vita collettiva, finiscono col rivelare l’identità di un gruppo sociale .
Ogni alimento quindi, quel particolare alimento e non un altro, al di là del suo semplice consumo quotidiano in cui si pone come una risposta immediata al bisogno biologico universale di nutrizione per garantire la sopravvivenza e la continuità della vita, assume un carattere simbolico, comunicativo : funziona come un linguaggio, un sistema di segni, soggetto alle regole dello scambio e della reciprocità
Nella raccolta "I cibi della festa in Sicilia", pubblicato nel 2019 da Cleup Editore, in una nuova collana diretta da Paolo Scarpi, l’antropologo palermitano non è certamente nuovo a questi argomenti, su cui ha fondato il suo lungo percorso di ricerca, sempre attento alle relazioni fra pratiche alimentari e ritualità.
Relazioni che rimandano ad un tempo di lunga durata quando l’istituzione del banchetto sacro serviva a rinsaldare i vincoli fra gli uomini e le divinità, fra i vivi e i morti. Presso gli antichi greci e romani, ma anche nelle culture mesopotamiche, la condivisione del cibo, l’offerta e la sua redistribuzione collettiva servivano in altre parole a riconfermare antiche alleanze fra le forze terrestri e quelle oltremondane, ivi compresi i Lari protettori della famiglia.

.webp)

.bmp)