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IL PD PER L'8 MARZO MILAZZO NON È UNA CITTA PER LE DONNE







IL PD PER L'8 MARZO
MILAZZO NON È UNA CITTA PER LE DONNE
Quando riusciremo a dire che Milazzo è una città a misura di donna?

Nella nostra città sono proprio le donne le grandi assenti dal dibattito politico manca la loro voce sul disegno futuro della città. Basti pensare che il timido tentativo, di questa Amministrazione, di avviare la Consulta delle donne è fallito. Ad oggi non si è costituita né insediata. Ricordiamo che a fare da apripista è stata l’Amministrazione comunale del 2000 con il Sindaco Antonino Nastasi grazie al quale si ebbe, per la prima volta nella storia della città, il regolamento per le P.O., la Consulta delle donne e l’Assessorato per le P. O.
Ad oggi il Comune di Milazzo non ha istituito l’Assessorato alle Pari Opportunità, non sono state utilizzate risorse economiche per i servizi sociali rivolti specificatamente a donne né per attività di prevenzione, divulgazione sui temi della parità, della violenza di genere e sanità, né per un supporto all’inserimento lavorativo; proprio in un territorio che ogni giorno dimostra come lavoro, servizi e sanità sono diritti da difendere pensiamo, ad esempio, il paventato pericolo di spostare il Consultorio Familiare in altro Comune aggravando il disagio dei cittadini che già vivono per non potere raggiungere alcuni presidi sanitari trasferiti altrove. In un territorio, dove chi ci governa dovrebbe dimostrare, proprio in questo momento, le capacità progettuali per un appropriato utilizzo delle risorse economiche a cominciare dai fondi del PNNR e del nuovo Piano di Zona che dovrà elaborare (dopo la lettura dei bisogni e la concertazione con tutte le parti sociali compreso il Terzo Settore) per l’utilizzo dei fondi destinati ai servizi sociali dalla L. 328/2000
Le donne, nella nostra città rappresentano la metà della popolazione (51,3%) sono fondamentali nei lavori di cura in famiglia, sono la maggioranza nella scuola, nella Pubblica amministrazione, nella sanità eppure continuano ad essere invisibili nella programmazione del modello di welfare che questo Comune ha inteso realizzare sul nostro territorio abbandonando anche i più fragili ed indifesi alle sole cure delle famiglie. Milazzo dove si registrano un calo delle nascite, un numero di donne over 70 maggiore rispetto agli uomini, alcune attive e vitali, altre in condizioni di solitudine, dove vivono tante donne straniere preziose alleate nella cura dei nostri bambini e dei nostri genitori anziani e tante donne disoccupate costrette ad adattarsi a lavori sottopagati perché anche a Milazzo la disoccupazione colpisce più le donne che gli uomini. Una città dove esistono fenomeni, soprattutto sommersi, di violenza nei confronti di donne, eppure la politica e l’urbanistica continua a trattare le donne come una realtà neutra. Ad esempio la mobilità, l’ubicazione delle scuole, degli asili, dei supermercati, la presenza di servizi e attività per i minori e per le famiglie i centri di incontro e di socializzazione per anziani.
Davvero pensiamo che quello che va bene per gli uomini va bene anche per le donne?
Ma le donne sono invisibili, o comunque sullo sfondo, anche nei luoghi dove si prendono le decisioni che contano. Chi ha pensato di consultarle? Chi si chiede se la città di oggi risponde ai bisogni delle donne, ai loro interessi, alla visione che hanno della realtà urbana e sociale, sull’economia, sullo sviluppo, sulla sanità?
Il nostro impegno è togliere il welfare dalle spalle delle donne.
Con la consapevolezza che “L’otto marzo è tutto l’anno” lanciamo la sfida a guardare il mondo con altri occhi, ad immergerci nell’altro che ci è accanto “entrando nelle sue scarpe” come diceva un vecchio detto indiano.

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